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Una stanza tutta per sé

Ho sempre preferito la narrativa alla saggistica : per me i libri rappresentano una forma di evasione, una porta verso mille mondi in cui perdermi (e magari, chissà, ritrovarmi) e in generale una fonte di puro piacere e divertimento . Non ho mai letto per sentirmi più intelligente né tantomeno per studiare (a meno di non essere obbligata a farlo, e sì, sto guardando te, scuola italiana!), semplicemente perché sprecare il mio tempo con qualcosa di interessante -per me- quanto una televendita di bulloni usati non è proprio la mia attività preferita , soprattutto da quando ho scoperto, ahimè, che sarebbe un miracolo riuscire a leggere 5000 libri in tutta la propria vita. Perciò, niente saggi, almeno finché non mi sono imbattuta in questo. Ad essere sincera, nella mia ignoranza credevo fosse un romanzo : è diventato già un classico nonostante sia stato scritto solo nel 1929 ed è forse l’opera più conosciuta di un'autrice famosissima, quasi un’icona -indizi, questi, che mi avrebbero fa...

Diario di scuola

C’è un luogo, forse l’unico, che quando si è costretti a frequentarlo è visto come una prigione sotto mentite spoglie, e che invece nel momento in cui non ci si può più mettere piede diventa magicamente lo sfondo delle foto a tema “i migliori anni della nostra vita”: la scuola . Sarà che il tempo è un po’ il fondotinta dei ricordi , e che come tale copre e aggiusta i dettagli spiacevoli delle nostre esperienze, sarà che dopo la maturità la vita diventa paradossalmente più acerba e complicata, sarà che “giovinezza mezza allegrezza” : in ogni caso, qualsiasi persona dagli -anta in su (per quanto riguarda questa imberbe pseudo-blogger, la vecchiaia inizia molto prima di quanto in realtà accada, perciò preferisco non espormi rischiando il linciaggio) vi dirà che quelli della scuola sì che erano bei tempi. Immancabilmente, attirerà su di sé occhiatacce, anatemi ed insulti non proprio velati da parte di tutti coloro che come me aspettano la campanella come un carcerato attende l’amnistia -...